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Nino Calice

Nino Calice nasce a Rionero in Vulture il 16 Aprile del 1937. Dopo la laurea in Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli, nel 1961, vince il concorso nazionale per l'insegnamento della Storia e della Filosofia ed è titolare di cattedra al Liceo Classico "Q.Orazio Flacco" di Potenza, di cui era stato brillante allievo. Impegnato sin da allora nell'attività politico-culturale, è uno dei protagonisti del grande movimento rivendicativo regionale del 1970 noto come il "Febbraio lucano". Pochi mesi dopo è tra gli eletti del primo Consiglio Regionale della Basilicata e partecipa alla redazione dello Statuto della Regione, diventando un punto di riferimento per la formazione della classe dirigente del Pci in Basilicata. Nel 1976 viene eletto Sindaco di Rionero in Vulture e subito dopo alla Camera dei Deputati nel Collegio di Melfi. Nel 1979 è eletto Senatore della Repubblica e l'anno successivo ricopre la carica di vice-presidente della "Commissione speciale per il terremoto" del 1980. Rieletto al Senato nel 1983, è responsabile per il Pci della Commissione Bilancio. Dal gennaio 1980 al maggio 1984 è membro del Consiglio Europeo a Strasburgo. Nel 1987 entra a far parte, quale rappresentante per il Pci, del "Comitato di gestione dell'Agenzia per il Mezzogiorno". Ma la fervida attività politica non gli impedisce di mantenere viva la sua passione per la storia e la "memoria", soprattutto per la sua terra di Basilicata e per il Mezzogiorno tutto, attraverso lo studio e la revisione del Meridionalismo classico : in breve, diventa un importante interlocutore per la comprensione delle problematiche politiche, economiche e sociali del Sud d'Italia.
È membro del Comitato scientifico del "Centro per la storia del Mezzogiorno e dell'area del Mediterraneo", di quello dell'Istituto "Alcide Cervi" e collaboratore dell'Istituto "Gramsci". Nel 1982 istituisce a Rionero in Vulture il Premio “Giustino Fortunato” insieme al Centro Studi "Giustino Fortunato" e nel 1987 il "Centro Annali per una storia sociale della Basilicata" che, sotto la sua guida, svolgono costante attività di ricerca e approfondimento per la costruzione di una identità regionale lontana dai vecchi modelli del levismo e dalle politiche assistenzialistiche che ne avevano ritardato la modernizzazione; quella modernizzazione anche politica per la quale si è battuto insieme agli amici riformisti del Pci come Giorgio Napolitano, Gerardo Chiaromonte, , Emanuele Macaluso, Abdon Alinovi, Napoleone Colajanni jr., Franco Calamandrei, Paolo Bufalini, Umberto Ranieri e molti altri.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo:
Lotte politiche e sociali in Basilicata - Editori Riuniti 1974;
Partiti e ricostruzione nel Mezzogiorno - De Donato 1976;
Ettore Ciccotti: per un saggio sulla formazione dell'ideologia riformista - Lacaita 1979;
Campagne e fascismo in Basilicata e nel Mezzogiorno - Il Mulino 1981;
Ernesto e Giustino Fortunato: l'azienda di Gaudiano e il Collegio di Melfi (Premio Basilicata) – De Donato 1982;
Banche e Mezzogiorno negli anni della grande crisi - Basilicata Editrice 1984;
Il Pci nella storia della Basilicata - Osanna 1986;
Un destino trascurabile - Grisolia 1989;
Fortunato, Croce, Nitti -Lacaita 1991;
Il miracolo economico e la questione meridionale - Storia della società italiana -Teti 1991.
Nel 1992 fonda una casa editrice che porta il suo nome. Muore a Rionero in Vulture il 14 Settembre del 1997.

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